La vita e il legato scientifico di un pioniere della nutrizione.
Ancel Keys non ha solo studiato il cibo: ha cambiato per sempre il nostro modo di viverlo, trasformando la dieta mediterranea in un patrimonio universale di salute, cultura e consapevolezza.
Ancel Keys, nato nel 1904 a Denver, Colorado, è stato un fisiologo e nutrizionista statunitense che ha avuto un impatto duraturo nella comprensione della relazione tra dieta e salute, in particolare per quanto riguarda la prevenzione delle malattie cardiovascolari. La sua carriera scientifica è stata caratterizzata dalla realizzazione di studi epidemiologici innovativi, tra cui il celebre Seven Countries Study, che ha cambiato radicalmente il modo in cui pensiamo alla dieta e alla salute cardiovascolare. Inoltre, la sua scelta di stabilirsi in Italia e vivere secondo i principi della dieta mediterranea ha contribuito in modo significativo alla diffusione internazionale di questo modello alimentare, che è oggi riconosciuto come uno dei più salutari al mondo.
Ancel Keys ha studiato biologia all’Università di California a Berkeley, e successivamente ha proseguito i suoi studi a Harvard, dove ha approfondito la fisiologia e la biochimica. Dopo la sua laurea, si dedicò alla ricerca sulle malattie cardiovascolari e alla relazione tra dieta e salute. La sua carriera accademica e professionale lo portò a lavorare in vari istituti e università, ma la sua vera rivoluzione scientifica iniziò quando decise di dedicarsi all’epidemiologia e allo studio delle abitudini alimentari in relazione alla salute. Nel contesto di una crescente preoccupazione per l’aumento delle malattie cardiovascolari negli Stati Uniti e in Europa, Keys iniziò a raccogliere dati sulla dieta e la salute in diverse nazioni. La sua intuizione di base era che esistesse una connessione tra il tipo di dieta consumata e l’incidenza di malattie cardiache.
In particolare, si concentrò sullo studio delle diete mediterranee, che sembravano avere una correlazione con bassi tassi di malattie cardiovascolari.
Il Seven Countries Study, condotto tra la fine degli anni ’50 e i primi anni ’60, è stato uno degli studi epidemiologici più influenti nella storia della nutrizione. Lo studio, che ha coinvolto oltre 12.000 uomini provenienti da sette paesi – Stati Uniti, Giappone, Italia, Paesi Bassi, Grecia, Finlandia e Jugoslavia — ha messo in evidenza un legame tra i tassi di malattie cardiovascolari e i modelli alimentari adottati in ciascun paese.
I risultati più significativi dello studio emersero quando Keys confrontò i dati sui consumi di grassi saturi e i tassi di mortalità per malattie cardiache.
Il Seven Countries Study
In particolare, i paesi che seguivano una dieta ricca di grassi saturi e povera di acidi grassi polinsaturi (come gli Stati Uniti e la Finlandia) mostravano tassi di mortalità più alti rispetto a quelli che seguivano una dieta più equilibrata, come quella mediterranea. Paesi come l’Italia e la Grecia, con una dieta ricca di olio d’oliva, frutta, verdura, pesce e legumi, avevano tassi di malattie cardiovascolari significativamente più bassi. Questi risultati sostenevano la tesi di Keys secondo cui una dieta ricca di grassi saturi fosse uno dei principali fattori di rischio per le malattie cardiache. Inoltre, i dati dello studio suggerirono che una dieta basata su alimenti freschi, non trasformati e ricca di nutrienti fosse protettiva contro le malattie cardiovascolari.
Uno degli aspetti più noti della vita di Ancel Keys è stato il suo trasferimento in Italia, precisamente nel piccolo paese di Pioppi, in provincia di Salerno, dove visse per gran parte della sua vita. Pioppi, una località del Cilento, è considerata una delle aree di origine della dieta mediterranea, ed è qui che Keys trovò ispirazione per la sua vita e per la sua ricerca. In Italia, Keys continuò i suoi studi sulla dieta mediterranea, vivendo direttamente secondo i principi alimentari che promuoveva. La sua esperienza a Pioppi lo portò a immergersi in un sistema alimentare che vedeva nella semplicità degli ingredienti freschi e naturali un segreto per la salute. Keys e la sua famiglia consumavano quotidianamente olio d’oliva, frutta, verdura, pane integrale, legumi, pesce e vino rosso, cibi che erano alla base della dieta mediterranea tradizionale.
La sua permanenza in Italia contribuì a sensibilizzare il pubblico, tanto italiano quanto internazionale, sui benefici della dieta mediterranea. Keys divenne un fervente sostenitore di un’alimentazione semplice e naturale, che, secondo lui, rappresentava un efficace strumento di prevenzione per malattie croniche come quelle cardiovascolari. La sua influenza fu fondamentale per l’inclusione della dieta mediterranea come modello nutrizionale da promuovere a livello globale, tanto da farne un punto di riferimento per numerosi studi e campagne sanitarie internazionali.
Dalla Campania al mondo, lo scienziato americano ha trasformato l’osservazione quotidiana in uno dei pilastri della scienza nutrizionale moderna.
Il lascito scientifico di Ancel Keys
Ancel Keys ha lasciato un’impronta indelebile nel campo della nutrizione e della salute pubblica. Sebbene alcune delle sue teorie siano state successivamente messe in discussione, in particolare l’idea che i grassi saturi fossero l’unico fattore determinante per le malattie cardiovascolari, il suo lavoro ha indubbiamente aperto la strada per la comprensione del ruolo centrale della dieta nella prevenzione delle malattie. La dieta mediterranea, grazie alla visibilità che Keys le ha conferito, è oggi riconosciuta come una delle diete più sane al mondo, apprezzata non solo per il suo impatto sulla salute cardiovascolare, ma anche per il suo ruolo nel contrastare l’obesità, il diabete e altre malattie croniche. Il suo contributo alla scienza della nutrizione è ancora vivo, e la dieta mediterranea continua a essere un punto di riferimento per coloro che cercano di migliorare la propria salute attraverso l’alimentazione. La sua teoria dell’interconnessione tra dieta, salute e prevenzione è stata fondamentale per l’evoluzione della medicina preventiva e della nutrizione. Ancel Keys è stato uno dei pionieri della nutrizione moderna. La sua carriera scientifica e la sua dedizione alla ricerca sulla dieta e sulle malattie cardiovascolari hanno avuto un impatto duraturo sulla medicina e sulla salute pubblica. Con il suo Seven Countries Study, ha fornito evidenze fondamentali sulla relazione tra dieta e salute, portando alla diffusione globale della dieta mediterranea come esempio di un’alimentazione sana e preventiva. La sua vita a Pioppi e il suo impegno nel promuovere il modello mediterraneo hanno contribuito a preservare un patrimonio alimentare che continua a beneficiare milioni di persone in tutto il mondo.
Uno degli aspetti più noti della dieta mediterranea e ampiamente studiato da Ancel Keys è il ruolo dell’olio d’oliva. Keys ha dedicato una parte significativa delle sue ricerche al rapporto tra il consumo di grassi saturi e malattie cardiovascolari, scoprendo che il grasso moninsaturo, presente in abbondanza nell’olio d’oliva, è molto più salutare rispetto ai grassi saturi presenti nelle carni rosse o nei latticini. L’olio d’oliva, infatti, è stato dimostrato avere effetti protettivi contro le malattie cardiovascolari in quanto:
- 1. Riduce i livelli di colesterolo LDL (il “colesterolo cattivo”): Il consumo regolare di olio d’oliva è associato a una riduzione del colesterolo LDL e a un miglioramento del profilo lipidico nel sangue.
- 2. Aumenta il colesterolo HDL (il “colesterolo buono”): Gli acidi grassi monoinsaturi dell’olio d’oliva favoriscono l’aumento dei livelli di HDL, che aiuta a rimuovere il colesterolo in eccesso dalle arterie.
- 3. Effetto antinfiammatorio: L’olio d’oliva contiene composti antiossidanti, come il polifenolo idrossitirosolo, che riducono l’infiammazione, un fattore di rischio importante per le malattie cardiovascolari.
Nei suoi studi, Keys enfatizzò il consumo di olio d’oliva come un pilastro della dieta mediterranea, suggerendo che un’alimentazione ricca di questo olio potesse spiegare in parte i bassi tassi di malattie cardiovascolari riscontrati nelle popolazioni mediterranee, in particolare in paesi come l’Italia e la Grecia. In “Seven Countries: A Multivariate Analysis of Death and Coronary Heart Disease” (1980), Keys discute come la dieta mediterranea, ricca di olio d’oliva, possa ridurre significativamente il rischio di eventi cardiaci.
Nella piramide alimentare di Keys, i formaggi occupano un posto speciale: piccoli assaggi di sapore, senza eccessi, per valorizzare la qualità senza rinunciare alla salute.
I formaggi: un consumo moderato nella dieta mediterranea
Ancel Keys ha lasciato un’impronta indelebile nel campo della nutrizione e della salute pubblica. Sebbene alcune delle sue teorie siano state successivamente messe in discussione, in particolare l’idea che i grassi saturi fossero l’unico fattore determinante per le malattie cardiovascolari, il suo lavoro ha indubbiamente aperto la strada per la comprensione del ruolo centrale della dieta nella prevenzione delle malattie. La dieta mediterranea, grazie alla visibilità che Keys le ha conferito, è oggi riconosciuta come una delle diete più sane al mondo, apprezzata non solo per il suo impatto sulla salute cardiovascolare, ma anche per il suo ruolo nel contrastare l’obesità, il diabete e altre malattie croniche. Il suo contributo alla scienza della nutrizione è ancora vivo, e la dieta mediterranea continua a essere un punto di riferimento per coloro che cercano di migliorare la propria salute attraverso l’alimentazione. La sua teoria dell’interconnessione tra dieta, salute e prevenzione è stata fondamentale per l’evoluzione della medicina preventiva e della nutrizione. Ancel Keys è stato uno dei pionieri della nutrizione moderna. La sua carriera scientifica e la sua dedizione alla ricerca sulla dieta e sulle malattie cardiovascolari hanno avuto un impatto duraturo sulla medicina e sulla salute pubblica. Con il suo Seven Countries Study, ha fornito evidenze fondamentali sulla relazione tra dieta e salute, portando alla diffusione globale della dieta mediterranea come esempio di un’alimentazione sana e preventiva. La sua vita a Pioppi e il suo impegno nel promuovere il modello mediterraneo hanno contribuito a preservare un patrimonio alimentare che continua a beneficiare milioni di persone in tutto il mondo .
I benefici scientifici della dieta mediterranea, secondo Keys, non si limitano solo alla riduzione dei livelli di colesterolo o al miglioramento dei parametri cardiovascolari. I suoi studi epidemiologici hanno messo in evidenza anche il suo impatto generale sulla mortalità. In particolare, Keys sottolineò che le popolazioni che seguivano una dieta mediterranea avevano un rischio inferiore di morte per malattie cardiovascolari, diabete e obesità rispetto a quelle che consumavano diete più ricche di grassi saturi e zuccheri raffinati. Nel Seven Countries Study, Ancel Keys ha documentato che le popolazioni mediterranee, pur avendo un consumo di grassi relativamente alto, avevano un rischio significativamente inferiore di sviluppare malattie cardiache grazie all’equilibrio tra i vari nutrienti e alla presenza di grassi salutari, come quelli monoinsaturi dell’olio d’oliva, e di fibre alimentari. Oltre agli effetti benefici sui lipidi nel sangue e sul sistema cardiovascolare, Keys ha anche osservato gli effetti antiossidanti della dieta mediterranea. I composti antiossidanti presenti negli alimenti caratteristici della dieta mediterranea, come l’olio d’oliva, il pomodoro, l’aglio e il vino rosso, giocano un ruolo importante nella protezione contro lo stress ossidativo, che è associato a una serie di malattie croniche, inclusi cancro e Alzheimer. La ricchezza di polifenoli e di flavonoidi nell’olio d’oliva, in particolare, ha un impatto significativo sulla salute cellulare, contrastando l’invecchiamento cellulare e riducendo il rischio di malattie neurodegenerative.
Note bibliografiche
- Keys, A. (1980). Seven Countries: A Multivariate Analysis of Death and Coronary Heart Disease. Harvard University Press.
- Keys, A. (1995). The Diet and the Disease. Science
- De Lorgeril, M., & Salen, P. (2008). The Mediterranean Diet and Cardiovascular Disease: A Critical Review. American Journal of Clinical Nutrition
- Trichopoulou, A., & Lagiou, P. (2004). The Mediterranean Diet: From the Past to the Present. Public Health Nutrition








